Scivoli sopra
al talco profumato
sulla mia pelle
Autore: Ancilla Beltrami
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Quando il cinema torna a guardare il Delta
Lo stesso Delta, eppure un altro
Guardare oggi le immagini di Vancini significa inevitabilmente fare un confronto.
Che cosa è cambiato?
Che cosa è scomparso?
Che cosa, invece, è rimasto?Sono domande semplici, ma non hanno risposte semplici.
È cambiato il paesaggio, perché il paesaggio non è mai qualcosa di immutabile. Sono cambiate le campagne, le strade, il lavoro, gli strumenti, i modi di vivere l’acqua. Sono cambiate le comunità e, insieme a loro, è cambiato il rapporto quotidiano con il territorio.
E l’acqua, che nelle immagini di Vancini appartiene alla vita del Delta quasi come una presenza naturale e inevitabile, oggi ci pone domande nuove.
L’acqua che arriva.
L’acqua che si ritira.
L’acqua dolce che incontra quella salata.
L’acqua che un tempo sembrava soltanto una risorsa da governare e che oggi ci ricorda continuamente quanto sia fragile l’equilibrio di questi territori.Sono cambiate anche le nostre parole: subsidenza, salinizzazione, cambiamento climatico, fragilità degli ecosistemi.
Parole che forse negli anni Cinquanta non avevano ancora il peso che hanno per noi oggi.
Eppure, davanti alle immagini di allora, viene da pensare che il Delta avesse già dentro di sé molte delle domande che oggi ci poniamo.
Perché il Delta è un territorio costruito nel rapporto, spesso difficile, fra l’uomo e l’acqua.
Le bonifiche ne hanno modificato profondamente il volto. Gli argini hanno delimitato, le idrovore hanno prosciugato, i canali hanno accompagnato e indirizzato l’acqua. L’uomo ha cercato di rendere abitabile, coltivabile, produttivo un territorio nel quale l’acqua ha sempre avuto l’ultima parola.
Oggi sappiamo però che quell’equilibrio non può essere dato per scontato.
E forse proprio per questo tornare alle immagini di Vancini può essere utile.
Non per rimpiangere un Delta che non esiste più.
Non per stabilire se il passato fosse migliore del presente.
Ma per riconoscere la continuità di un luogo attraverso le sue trasformazioni.
Perché qualcosa è rimasto.
Sono rimaste le acque.
Sono rimasti gli argini.
Sono rimaste le valli e i canneti.
Sono rimasti i paesi, anche se molti hanno cambiato volto.
Sono rimasti gli uccelli che attraversano il cielo e gli animali che ancora abitano gli spazi più appartati.E soprattutto è rimasta quella particolare sensazione che il Delta sa dare a chi lo percorre con attenzione: quella di trovarsi in un luogo nel quale terra e acqua non hanno mai smesso di cercarsi.
Forse è questo che le immagini di Vancini possono ancora insegnarci.
A non guardare il Delta soltanto come qualcosa che abbiamo ereditato, ma come qualcosa che continuiamo ogni giorno a trasformare e che, nello stesso tempo, ci trasforma

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CONVERSAZIONE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
23 ottobre 2026 ore 20:30 BAR LE PAPILLE
VIA ARIANUOVA, 64 – Ferrara
L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella nostra vita di quotidiana. La incontriamo per Sempre quando cerchiamo un’informazione, quando scriviamo o traduciamo un testo, quando utilizziamo un servizio digitale, quando affidiamo a una macchina una parte del lavoro che fino a poco tempo fa apparteneva esclusivamente alle persone.
Ma che cosa sappiamo davvero dell’intelligenza artificiale? E soprattutto: che cosa sta cambiando nel nostro modo di comunicare, di informarci e di rapportarci alla tecnologia?
Di questo e di molto altro parleremo venerdì 23 ottobre, al Bar Le Papille di Ferrara, sede del Gruppo Culturale Penne Spuntate, insieme al prof. Fabrizio Riguzzi, Professore Ordinario di Informatica dell’Università degli Studi di Ferrara.
Il professor Riguzzi è una figura di riferimento dell’Ateneo estense nel campo dell’intelligenza artificiale. È coordinatore del corso di laurea magistrale in Intelligenza Artificiale, Data Science e Big Data e, dal 2026, dirige IA@UniFE, il Centro di interesse strategico dell’Università di Ferrara dedicato all’Intelligenza Artificiale. Il Centro nasce con l’obiettivo di mettere in relazione ricerca, formazione e applicazioni dell’IA, prestando particolare attenzione anche alle sue implicazioni etiche, sociali e ambientali.
La serata sarà dunque un’occasione per avvicinarsi a un tema che ci riguarda tutti, senza necessariamente essere esperti di tecnologia.
Perché l’intelligenza artificiale non è più soltanto una questione per informatici. È già parte del nostro presente e ci pone domande che riguardano l’informazione, la comunicazione, il lavoro, la conoscenza, la responsabilità e il futuro della società.
Una serata per capire meglio, per fare domande e, forse, anche per guardare con occhi nuovi quello strumento che sempre più spesso abbiamo davanti a noi: una macchina capace di dialogare con l’uomo.
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CON GLI AMICI DEL CINECLUB FEDIC DELTA DEL PO
MANI
Cinema e lettura scenica di testi editi dal Gruppo Culturale Penne Spuntate
1 maggio 2026 ore 21:00 Ecomuseo della Bonifica – Marozzo di Lagosanto
in collaborazione con Cineclub Fedic “Delta del Po”
e il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara,video montaggio a cura di Maurizio Occhi.
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27 settembre 2026
Subito dopo la creazione dei testi, recitati nello spettacolo Territori del Silenzio, è iniziata l’attività ufficiale del Gruppo Penne Spuntate. Grande colpo di scena!
Associazione Archè Danza a.s.d. Cavarzere (Ve) Veneto
Associazione Volano Borgo Antico ODV Codigoro (Fe) Emilia Romagna
Gruppo Culturale Penne Spuntate (Ferrara) Emilia >Romagna
PER «ATLANTE DELLE RIVE»
IL 27 settembre ore 16:30 presso Torre di Guardia Costiera di Volano – Località Centro,1
Volano di Codigoro – Ferrara
PRESENTA
“TERRITORI DEL SILENZIO: tra acqua e cielo.
Acqua che va, acqua che viene.”
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEI FIUMI.
Con il linguaggio della danza, della musica, della parola teatrale e della poesia, il progetto propone una lettura sensibile del territorio del Delta e del suo rapporto con il Po di Volano: un luogo sospeso tra terra e acqua, dove l’acqua non è soltanto elemento naturale, ma anche memoria, presenza, voce e identità.
Non un racconto tecnico delle problematiche legate all’acqua, dunque, ma un’esperienza emotiva e intimistica, capace di avvicinare il pubblico ai valori più profondi di un territorio fragile e prezioso: la sua bellezza, le sue trasformazioni, le storie delle persone che lo hanno abitato e di quelle che continuano ad abitarlo.L’appuntamento si svolgerà a ridosso dell’argine del Po di Volano, in un dialogo ideale tra il paesaggio e i diversi linguaggi della rappresentazione, intrecciando le coreografie di danza di Marina De Stefani, con drammatizzazioni e letture sceniche di dialoghi e testi inediti elaborati dal Gruppo Culturale Penne Spuntate di Ferrara.A conclusione dello spettacolo, il pubblico sarà invitato a partecipare a un momento di danza espressiva corale, coordinato dalle danzatrici e da Marina De Stefani, trasformando lo spazio della rappresentazione in un luogo condiviso di ascolto, movimento ed emozione.
A fare da voce antica al paesaggio sarà un testo di Riccobaldo da Ferrara (1246-1320), da Chronica Parva Ferrariensis:
“L’Eridano o Po, re dei fiumi d’Italia, da Ponente si protende verso Oriente fino ad entrare nel mare Adriatico per tre bocche principali. La prima e più antica dà vita al porto di Volana… Se si prende il via da Ferrara verso Levante, dopo 25 miglia si trova Codigoro, sito nell’angolo dell’isola di Pomposa dove il Goro esce dal Po…”
Da Chronica Parva Ferrariensis di Riccobaldo da Ferrara, introduzione, edizione e note di Gabriele Zanella.
Fonti storiche a cui si è fatto riferimento:
“ Storia e Ambiente del Po di Volano” – Diego Maestri – prima ristampa 2021 – Copyright Diego Maestri Proprietà artistica e letteraria ISBN 979-12-200-7035-5
“Le Torri dell’Abbate della Grande Bonificazione Estense” – Diego Maestri – ed. L’anello Magico – prima edizione italiana giugno 2026 ISBN 979-12-966360-0-2
“Chronica Parva Ferrariensis di Riccobaldo da Ferrara”- Introduzione, edizione e note di Gabriele Zanella


L’appuntamento è incluso nel programma di Atlante Delle Rive, un progetto triennale ideato da Marco Paolini per raccontare i corsi d’acqua d’Italia, insieme a La Fabbrica del Mondo e Jolefilm.









